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Si celebrò il 150° anniversario della storica ferrovia Cecina-Saline con un evento che riportò in vita una linea ferroviaria chiusa dal 2011. L’assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli, annunciò la volontà della Regione Toscana di far tornare a vivere la linea, un simbolo storico che legava il territorio della costa e delle colline.

Il viaggio di riapertura fu effettuato con un treno storico, l’ALN 772, una carrozza motrice da 72 posti che suscitò grande fascino. Il treno si fermò nelle stazioni di Riparbella, Casino di Terra e Ponte Ginori, dove fu accolto dalla banda di Pomarance, per poi giungere a Saline di Volterra.

La giornata fu un’occasione di festa, celebrazione e polemica. L’assessore Vincenzo Ceccarelli, dopo la brillante e appassionata ricostruzione storica del professor Stefano Maggi dell’Università di Siena, sottolineò il valore storico, paesaggistico e letterario della ferrovia, resa celebre dallo scrittore Carlo Cassola. E presenziò anche il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che concluse il viaggio inaugurale al dopolavoro ferroviario di Saline.

Come già accennato, l’evento non fu privo di polemiche. Rossi infatti fu contestato da alcuni presenti. In risposta, il Presidente diffuse un comunicato in cui definì le contestazioni come prive di senso, sostenendo che l’obiettivo fosse colpire politicamente la sua figura, soprattutto visto che tra gli organizzatori figuravano alcuni assessori della giunta comunale di Volterra.

Nonostante le polemiche, la giornata si concluse con successo, dando nuova vita alla ferrovia Cecina-Saline, simbolo di un passato che guardava ora al futuro con rinnovato slancio.

La Ferrovia
Cecina – Saline – Volterra

La ferrovia Cecina-Saline rivestì un ruolo centrale nello sviluppo economico e sociale di quest’area della Toscana. Il treno, infatti, favorì l’attività delle saline, il trasporto dei materiali necessari per lo sviluppo della geotermia a Larderello e il trasporto dei minerali estratti nell’area di Montecatini in Val di Cecina.

All’inizio del 1900, la ferrovia fu integrata con una cremagliera, che permise di superare il dislivello di oltre 400 metri tra Saline e Volterra. Ciò consentì di collegare l’antica città etrusca alla rete ferroviaria regionale e nazionale, favorendo anche il trasporto e il commercio dell’alabastro grezzo e lavorato.

La lunghezza complessiva della tratta Saline-Volterra era di 8.244 metri, più 120 metri di regresso, dove il treno invertiva la marcia prima di entrare in stazione. Il viaggio impiegava 40 minuti per collegare Saline a Volterra, circa un terzo del tempo rispetto alle diligenze che fino ad allora effettuavano il servizio.

Nel secondo dopoguerra, l’agguerrita concorrenza dei pullman e dei camion fece perdere al treno la sua funzione. Il trenino di Volterra fece la sua ultima corsa venerdì 21 novembre 1958. In sostituzione, fu organizzato un servizio di trasporto su gomma.

Sulla tratta Cecina-Saline c’erano tre stazioni intermedie: Riparbella, Casino di Terra e Ponte Ginori, fino ad arrivare al capolinea di Volterra – Saline – Pomarance, dove si effettuava l’interscambio ferro-gomma, permettendo ai viaggiatori di raggiungere non solo Volterra, ma anche molte altre località delle colline pisane.

Per la sua valenza storica, paesaggistica e “letteraria”, la linea Cecina-Saline fu inserita a pieno titolo nel progetto di valorizzazione delle linee ferroviarie minori che la Regione Toscana sviluppò con alcune iniziative mirate.

Vincenzo Ceccarelli
Assessore regionale alle Infrastrutture

“Già da settembre avevamo chiesto che venisse rapidamente ripristinato il servizio sulla Cecina-Saline.

Rete ferroviaria italiana ha avuto bisogno di un po’ di tempo per alcuni interventi di manutenzione straordinaria, ma posso cogliere l’occasione del 150° anniversario della linea per annunciare che dal prossimo 15 dicembre i treni torneranno di nuovo a percorrere questa tratta. È una scelta che rimarca la volontà della Regione Toscana di puntare sul trasporto su rotaia e di impegnarsi per la valorizzazione delle ferrovie cosiddette minori, nonostante i pesantissimi tagli ai trasferimenti statali subiti negli ultimi anni.

È evidente che ora dovremo lavorare insieme agli enti territoriali per una migliore integrazione tra gomma e rotaia, per razionalizzare i servizi e sviluppare la frequentazione della linea.

Quella sulla valorizzazione delle linee ferroviarie locali, è una scommessa che vogliamo vincere insieme a questo territorio, tenendo conto della sua storia e con soluzioni che guardino all’intermodalità ferro-gomma. Invito quindi gli Enti locali a collaborare insieme alla Regione Toscana per dare attuazione al nostro Piano per la rivitalizzazione delle ferrovie locali.

Enrico Rossi
Presidente Regione Toscana

“Al di là delle contestazioni di maniera, è stata una giornata bellissima e importante per la Val di Cecina e per Volterra. Credo che le linee minori come questa abbiano diritto di continuare a vivere, nonostante i costi che sosteniamo per tenerle aperte e per riaprirle. Il segnale che voglio mandare oggi è che la Regione Toscana, unica in Italia, ha fatto questa scelta e intende proseguire in questa direzione.

Due anni fa, abbiamo avuto un taglio di 100 milioni sui 500 che ci venivano dati per il trasporto pubblico locale. Nonostante ciò, ci abbiamo messo 90 milioni dal nostro bilancio e abbiamo mantenuto i servizi. Adesso, grazie alla revisione della spesa regionale e ai risparmi che abbiamo prodotto, siamo in grado di investire sul recupero e la valorizzazione delle linee cosiddette minori. Per questa abbiamo investito 800.000 euro e altri dovremmo metterne per proseguire oltre l’estate. In questa zona, siamo disposti a valutare se fare lo stesso con la Vada-Collesalvetti-Pisa.

La Regione sta elaborando un piano per la valorizzazione delle linee minori per fare in modo che questi treni non viaggino vuoti. Saranno sufficienti circa 800 milioni di euro, che non sono molti se si pensa ai 90 miliardi che lo Stato ha speso per l’Alta velocità e agli ulteriori 20 che dovrà destinarle.

Sono favorevole all’Alta velocità, ma una sproporzione di questo genere negli investimenti non è tollerabile, visto che da una parte ci sono i circa 100.000 utenti al giorno dell’Alta velocità e dall’altra i 3 milioni di pendolari del trasporto ferroviario locale.”

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