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La sospensione della linea ferroviaria Cecina–Saline di Volterra, avvenuta ufficialmente per motivi legati alla pandemia, suscitò nei mesi successivi un’ondata di malumori e sospetti. In molti, tra cittadini e associazioni del territorio, videro in quella decisione una scelta dettata da ragioni puramente economiche, mascherata da emergenza sanitaria. Il disagio per la perdita di un collegamento fondamentale, sia per il pendolarismo quotidiano che per le prospettive turistiche, si tradusse ben presto in una mobilitazione diffusa.

Iniziative pubbliche, appelli su Change.org, conferenze e azioni di pressione istituzionale presero forma in maniera crescente. A raccogliere formalmente la voce del territorio in sede regionale fu la consigliera Silvia Noferi (Movimento 5 Stelle), che presentò una mozione sulla questione. Dopo una discussione in Commissione, il documento fu depositato congiuntamente da Noferi e dal consigliere Francesco Gazzetti (Partito Democratico), in un raro esempio di convergenza politica trasversale.

La mozione impegnava la Giunta regionale su più fronti: non solo al ripristino del servizio ferroviario per studenti e pendolari, ma anche al monitoraggio dell’iter del progetto paesaggistico lungo l’asse Cecina–Volterra (di cui il Comune di Volterra era capofila dal 2019), e al rilancio delle iniziative turistiche e culturali legate alla storica linea.

Il documento fu approvato in Commissione il 18 gennaio 2021. In quella sede vennero citate espressamente le attività dell’associazione SOS Volterra e della Pro Loco di Saline, protagoniste di una campagna tenace contro la chiusura della linea. Entrambe si attivarono con contatti diretti con Trenitalia, organizzarono incontri pubblici e ottennero il coinvolgimento di un gruppo di docenti universitari delle Università di Siena, Firenze e Pisa.

Da questa rete di collaborazioni nacque il Comitato per la Mobilità Sostenibile in Val di Cecina, promotore di una raccolta firme e di numerosi eventi informativi sul futuro della linea. Grazie all’apporto degli accademici, il dibattito si allargò, superando l’orizzonte della semplice riattivazione dei treni: furono elaborati scenari di sviluppo integrato, capaci di coniugare mobilità, turismo sostenibile, salvaguardia ambientale e rilancio industriale. In quelle sedi, la Cecina–Saline venne ridefinita non come un residuo del passato, ma come una risorsa per il futuro.

L’approvazione della mozione fu accolta dalle associazioni come una vittoria. La promessa, pur sussurrata, giunta dalla Regione – quella di riprendere il servizio ferroviario appena possibile – fu vissuta come un primo, importante riconoscimento. Come se, per un momento, fosse stata finalmente ristabilita una prospettiva, un’idea di giustizia. E con essa, la speranza che il treno potesse tornare non solo sui binari, ma anche nel cuore di una comunità.

Silvia Noferi
Consigliera regionale

Nel bando sulla valorizzazione delle ferrovie minori pubblicato sul Burt il 23 luglio del 2014 la Regione Toscana aveva deciso di puntare sul trasporto sostenibile e nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (Dpef) dello stesso anno, con delibera di giunta n.494 del 16 giugno 2014, aveva avviato un progetto pluriennale per valorizzare le linee ferroviarie minori, destinando a questa tratta otto milioni di euro.

Chiediamo alla Regione Toscana di ripristinare il servizio sulla tratta almeno nei giorni lavorativi e scolastici per consentire un collegamento quotidiano per tutti i pendolari per lavoro, studio o per i semplici viaggiatori per diporto, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo in cui la necessità del distanziamento sociale ha fortemente ridotto la capienza dei mezzi pubblici. Auspichiamo anche l’incremento di iniziative culturali e turistiche legate al viaggio in treno sulle tratte minori per promuovere la mobilità sostenibile e lo sviluppo turistico dei territori interessati.

Stefano Maggi
Ordinario di Storia Contemporanea
Università di Siena

Collegare ogni ora Saline di Volterra con Pisa, costruire una pista ciclabile lungo il corso del fiume parallela alla ferrovia con diramazioni verso i paesi, utilizzare le stazioni di Ponte Ginori, Casino di Terra, Riparbella, Cecina e Saline come porte di accesso al territorio, darebbe una notorietà a tutta la valle e un beneficio ben superiore a quello che ci si potrebbe aspettare. Con i colleghi delle Università di Pisa e Firenze, sono a disposizione per contribuire a questo rilancio.

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