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Per la prima volta
la Regione sta
“giocando” dalla
nostra parte

INTERVISTA A CARLO GIUSTARINI
IN “LA SPALLETTA”, 3 AGOSTO 2024

Fonte

Intervista di Pietro Gasparri

Torniamo a parlare della possibilità di rivedere in azione il treno da Saline a Volterra.

Lo facciamo con il presidente dell’associazione VOLTERRATRENO, il dott. Carlo Giustarini, che nel suo ultimo intervento ha definito “storica” l’azione della Regione Toscana di inviare una lettera ai ministeri competenti, chiedendo a loro l’ok per la riattivazione della linea ferroviaria. Un passo che non era mai stato fatto fino ad ora.

Giustarini, perché evento storico?

«La richiesta formalizzata da parte della Regione Toscana ai Ministeri competenti (MIT e Turismo) di riattivazione della linea ferroviaria Saline di Volterra – Volterra è qualcosa di veramente epocale.
È la prima volta, dalla sua nascita nel 1970, che la Regione Toscana agisce in concreto sul capitolo dei collegamenti ferroviari nelle aree interne, ed è la prima volta, dall’inaugurazione della ferrovia Saline–Volterra nel 1912, che si torna a incidere in modo determinante e determinato sull’isolamento di Volterra e sulle sue infrastrutture di collegamento, sanando una ferita gravissima inflitta alla nostra collettività il 21 novembre del 1958 con la chiusura e lo smantellamento di quella vitale infrastruttura, di cui, purtroppo, non si era compresa l’importanza strategica per il presente e il futuro della città e dell’intera Valdicecina.»

C’è da dire che così si concretizza il lavoro fatto in questi anni da diverse associazioni che si sono mobilitate per far tornare la ferrovia.

«Infatti, quello a cui stiamo assistendo è un evento storico anche perché è il punto di arrivo di una mobilitazione che ha registrato negli ultimi due anni un crescendo “rossiniano”, che ha catalizzato – e sta catalizzando sempre di più – un consenso convinto nei cittadini, negli operatori turistici, commerciali e nelle istituzioni.
È giusto e doveroso ricordare il grande contributo che già da anni hanno dato e continuano a dare in questo senso l’associazionismo locale (SOS Volterra, Pro Volterra, Pro Loco di Saline di Volterra) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra; ma è giusto anche ricordare come la discesa in campo della nostra Associazione VOLTERRATRENO nel settembre del 2022 abbia segnato quel cambio di passo che era necessario per arrivare a risultato.
Il fondamentale, imprescindibile canale di comunicazione e di collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane e con il suo Direttore Generale, ing. Luigi Cantamessa – che non finirò mai di ringraziare per la sua disponibilità e il suo supporto concreto – lo abbiamo aperto noi, spostando la dinamica locale sul piano nazionale.
Il convegno “Il ritorno della cremagliera…” che abbiamo organizzato insieme il 7 dicembre 2022 al Teatro Persio Flacco ne è stata la dimostrazione più lampante.
Va dato merito e riconoscimento anche al Comune di Volterra e al suo sindaco Santi che, dopo esitazioni iniziali, a seguito della Giornata di Studio organizzata sul tema a Cecina il 16 ottobre dello scorso anno sotto l’egida della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, quale Comune capofila – insieme ai Comuni di Pisa e Cecina – ha raccolto in tempi rapidi, in uno specifico Accordo di Programma, sottoscritto da tutti i Comuni il cui territorio è attraversato dalla linea ferroviaria storica Pisa–Vicarello–Collesalvetti–Vada–Cecina–Volterra, la richiesta formale alla Regione Toscana di riattivazione della linea Saline–Volterra e di ripristino del traffico sull’intera tratta Pisa–Volterra (ad oggi già perfettamente agibile da Pisa fino a Saline), sia per uso turistico che di trasporto passeggeri.

In ultimo, ma non per importanza, va ricordato il contributo decisivo che è arrivato dalla politica regionale con la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale della Toscana nell’ottobre 2023, con la quale si è impegnato il Presidente e la Giunta Regionale ad agire per il ripristino della ferrovia Saline–Volterra. Merito della Capogruppo della Lega, Elena Meini, e del Consigliere Andrea Pieroni (PD).
È anche in forza di ciò che il 2 marzo di quest’anno l’Assessore Regionale ai Trasporti Stefano Baccelli è venuto a Volterra per un incontro operativo con le istituzioni, organizzato dal Comune di Volterra, allargato alle associazioni e alla presenza di una rappresentanza ufficiale della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, al termine del quale ha garantito l’impegno – poi puntualmente onorato il 2 aprile successivo – di inviare ai Ministeri competenti entro un mese la richiesta formale da parte della Regione Toscana di riattivazione della linea ferroviaria Saline–Volterra per le finalità della Legge 128/2017 e, a seguire, per il trasporto pubblico di passeggeri.

Per chiudere con i ringraziamenti, uno in particolare va al sen. Manfredi Potenti (Lega), del nostro collegio elettorale, per il supporto convinto e la vicinanza a tutta l’operazione; infine, un grazie al generoso supporto tecnico del prof. Marco Antonelli della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa e al prezioso supporto culturale e storico del prof. Stefano Maggi dell’Università di Siena. Spero di non aver dimenticato nessuno!

Ad evitare strumentalizzazioni, che – devo essere sincero – non ho visto finora da parte di nessuno, premetto sempre il mantra: “il treno è di tutti i cittadini e serve per tutti i cittadini, quindi non ha né deve avere colore politico”.
In sintesi estrema, quello che due anni fa era ancora un sogno sta diventando realtà grazie all’impegno di tutti! Il ritorno del treno a Volterra cambierà la storia di questa città e io spero di vivere ancora abbastanza a lungo per esserne testimone: si apriranno prospettive oggi inimmaginabili in tutti i campi e in tutti i settori.»

A questo punto si possono prevedere tempistiche?

«I passaggi che dovranno susseguirsi sono codificati nella Legge 128/2017.
Il primo, basilare, passaggio è stato la richiesta di riattivazione del collegamento, formalizzata da parte della Regione Toscana al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 2 aprile scorso.
È questo il Ministero al quale la legge sopra citata assegna la titolarità dell’istruzione e dell’emanazione – previo passaggio di approvazione in Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato e le Regioni – del Decreto ministeriale congiunto (d’intesa, quindi, con Ministero del Turismo, Ministero della Cultura e Ministero dell’Economia e delle Finanze) che sancirà il ripristino e la rimessa in esercizio della tratta ferroviaria.
A Decreto approvato, interverrà, per specifica competenza ancora in forza della Legge 128/2017, la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, titolare del compito materiale di esecuzione dei lavori necessari, e cioè il ripristino e la stabilizzazione del sedime, gli interventi sulle opere d’arte presenti (ponti e quant’altro), la posa dei nuovi binari e della cremagliera, nonché degli impianti di segnalazione e di sicurezza, il restauro degli immobili lungo il tracciato.
I finanziamenti sono quelli previsti all’interno dell’accordo di programma fra la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, di cui ancora alla Legge 128/2017.
E i tempi sono sostanzialmente legati a quanto ci vorrà per l’emanazione del Decreto interministeriale di cui dicevo prima: in fondo sono solo 8 km e 444 metri di tracciato da ricostruire, non si tratta di un’impresa titanica e i costi non sono proibitivi.

Francamente, non è facile quantificare, ma l’imminenza delle elezioni per il rinnovo dei Consigli Regionali della prossima primavera spero possa costituire un acceleratore importante; se tutto si incastrerà nel modo giusto, fra un anno ci potrebbero essere già i binari stesi e – la butto lì – il 15 settembre 2025, nel centotredicesimo anniversario della prima inaugurazione, la tratta ferroviaria potrebbe tornare in esercizio: i festeggiamenti dovranno, ovviamente, essere memorabili!»

Un argomento e un tema, quello della riattivazione della ferrovia Saline-Volterra, che ha catalizzato molte associazioni, ma anche le varie forze politiche presenti in città. Ma — cosa buffa — durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative su questo tema c’è stato un silenzio assoluto. Che forze ora la politica locale potrebbe essere intenzionata a fare un passo indietro?

«In effetti c’è stato silenzio sull’argomento in campagna elettorale: nel programma elettorale del Sindaco Santi, a onor del vero, c’è un capitolo specifico dedicato alla questione ferroviaria. Ma il tema, di fatto, è rimasto ai margini del dibattito pubblico. Credo che il crollo delle mura di San Felice del 5 maggio abbia spostato l’attenzione di tutti sull’emergenza in atto, non c’è stato spazio e tempo per molto altro, comprensibilmente».

Lo ha ringraziato pubblicamente: l’assessore regionale Baccelli è stato di parola…

«L’Assessore Baccelli è stato di parola, come Associazione VOLTERRATRENO gliene abbiamo pubblicamente reso merito, com’era doveroso e volentieri, proprio dalle colonne de La Spalletta, ringraziandolo: la Regione ha fatto una scelta di portata storica che apre una fase del tutto nuova nei rapporti con il territorio più interno della Toscana, vasto, spopolato, orograficamente difficile. Sono convinto che sia un bene per tutta la collettività, perché i trasporti efficienti e la mobilità sostenibile saranno l’asse portante dello sviluppo economico e della qualità della vita. In un domani ormai vicino, si potrà scegliere di vivere a Volterra e lavorare o studiare a Pisa con un pendolarismo moderno e confortevole, e con tempi da metropolitana di grande città: una rivoluzione copernicana, che potrà davvero invertire il trend del calo di popolazione residente. Le ricadute sul turismo garantiranno la ripresa dell’economia locale: la riapertura dell’anfiteatro romano, ancora in fase di scavo, segnerà un punto di svolta epocale e proietterà Volterra nel novero delle città storiche più importanti e più visitate d’Italia».

Torniamo all’argomento di prima: e la politica locale?

«La politica locale, tutta, non ha mai affrontato di petto la questione ferroviaria. Nel tempo si è passati da una lunga fase di negazione e quasi dileggio nei confronti di quei pochi che hanno coraggiosamente tenuto vivo il tema negli anni, a un più recente tiepido interesse, fino a che l’evolversi delle situazioni l’ha richiamata ai suoi compiti. Perdersi in dietrologie è un esercizio che lascio volentieri ad altri, l’importante ora è andare avanti a tutta forza e seguire passo passo lo svolgersi dell’iter amministrativo, facendo tutte le pressioni del caso e attivando tutti gli strumenti necessari. Non penso che a questo punto nessuno a Volterra voglia tirarsi indietro».

Precedentemente si è accennato di come l’associazionismo locale abbia avuto un ruolo importante…

«È stato e dovrà rimanere il catalizzatore dell’intero processo, come ho detto all’inizio, a supporto e in raccordo con la politica e le Istituzioni: è così che funziona la democrazia. Quando funziona!».

Soluzioni alternative,
aderenza integrale o
sistemi misti?

Un ulteriore elemento emerso dal confronto riguarda la circolabilità delle locomotive 981 in configurazione completa. Sebbene in grado di viaggiare su binari ordinari, pare che, al di fuori della linea Paola–Cosenza, fosse necessario rimuovere i dispositivi della dentiera per consentire il transito, proprio a causa della sagoma limite inferiore. Infatti la limitazione alla circolabilità in configurazione completa sulle linee classiche era di norma dovuta al transito su gli incroci inglesi per la presenza delle controrotaie centrali più alte e al passaggio sui P.L.

Questo dato, risalente a una normativa tecnica FS degli anni Sessanta, viene oggi riesaminato alla luce dei nuovi standard del manuale RFI.

Ci si chiede se si può mettere in discussione la necessità della cremagliera stessa, suggerendo l’impiego di rotabili moderni a completa aderenza, come accaduto sulla stessa Paola–Cosenza, dove mezzi come le ALn 64 permisero l’abbandono della dentiera, relegata a funzione di frenatura d’emergenza.

Ma il parallelo con la Paola-Cosenza regge fino a un certo punto perchè lì fu possibile contenere le pendenze al di sotto dell’80 per mille, limite oltre il quale il ricorso all’aderenza artificiale diviene fisicamente obbligatorio. Fu forse questo aspetto che minò l’esistenza della Saline-Volterra, l’impossibilità di utilizzare un mezzo analogo alle ALn56.1900 e alle ALn64. Avrebbero dovuto sviluppare un mezzo apposito, in cui la ruota dentata avesse anche la funzione attiva di trasferire lo sforzo di trazione e di frenatura ordinaria.

Ma la riflessione sulla fisica ci riporta in riga: nel caso della Saline-Volterra, superare una pendenza del 100‰ con sola aderenza naturale è fattibile solo in condizioni ideali (rettilineo, rotaie asciutte, treno leggero). Bastano curve, bagnato o pendenze leggermente superiori per rendere inadeguato lo sforzo di trazione, a meno di ricorrere a soluzioni avanzate, come ruote ad alto attrito, funi o motori lineari.

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