Alla cortese attenzione del
Presidente del Consiglio regionale
dott. Antonio Mazzeo




Vista la DGR n. 494/2014 “Approvazione del documento Valorizzazione delle linee ferroviarie minori – indirizzi e prime azioni per il 2014”;
Visto il documento di monitoraggio del Piano Regionale Integrato Infrastrutture e Mobilità (PRIIM) 2022;
Vista la Deliberazione 22 dicembre 2022, n. 110 “Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2023. Approvazione”;
Premesso che
la rete ferroviaria della Toscana copre complessivamente 1.479 km di linee ferroviarie, suddivise in linee fondamentali e linee complementari. Quest’ultimo insieme comprende le linee ferroviarie minori, caratterizzate da una bassa frequenza al di fuori delle fasce pendolari;
con la DGR n. 494/2014 la Regione Toscana ha inteso valorizzare le linee ferroviarie minori, quali:
– la linea Siena-Grosseto,
– la linea Cecina-Saline di Volterra,
– la linea Porretta Terme-Pistoia,
– la linea Siena-Chiusi,
– la linea Lucca-Aulla,
– la linea Arezzo-Pratovecchio-Stia,
– e la linea Arezzo-Sinalunga;
la DGR sopracitata riporta:
“Considerando che tali linee ferroviarie sono localizzate in contesti territoriali di elevata valenza storica, culturale, ambientale e paesaggistica e che pertanto il mantenimento e la valorizzazione del servizio ferroviario regionale su tali linee contribuisce al mantenimento e alla valorizzazione dei caratteri identitari della Toscana e alla promozione e salvaguardia del territorio regionale sotto il profilo storico, culturale, ambientale e paesaggistico”.
Inoltre:
“Considerando che il mantenimento e la valorizzazione del servizio ferroviario regionale sulle linee minori contribuisce inoltre a garantire l’accessibilità territoriale ad aree periferiche e disagiate come fattore di equità e di diffusione dello sviluppo, nonché il riequilibrio modale a vantaggio di modalità di trasporto più sostenibili”;
il documento di monitoraggio del Piano Regionale Integrato Infrastrutture e Mobilità (PRIIM) 2022, sotto la voce “FERROVIE”, riporta:
“Nel settembre 2016 sono conclusi i lavori di manutenzione straordinaria a cura di RFI sulla linea Cecina-Volterra Saline–Pomarance per un investimento di 7 milioni che ha consentito di rinnovare completamente binari e parti tecnologiche”;
la Delibera di Consiglio regionale n. 110 del 22 dicembre 2022 approva anche l’Allegato 1a) “Progetti regionali”, tra i quali, nell’Area 3, Progetto 10 “Obiettivo 1 – Qualificare il sistema dei servizi di trasporto pubblico e per la continuità territoriale”, si riporta:
“Le attività e le iniziative per la valorizzazione delle ferrovie e dei territori attraversati dalle ferrovie minori di cui alla DGR 494/2014 hanno risentito anche nel 2022 delle incertezze legate all’evoluzione dell’emergenza pandemica, tant’è che nel primo semestre del 2022 c’è stata una programmazione ancora sporadica di eventi. Si prevede nel 2023 il pieno ripristino delle attività che potranno avere il sostegno della Regione”.
Considerato che,
Volterra, per le sue caratteristiche, rientra a pieno titolo tra le località meritevoli di promozione e salvaguardia sotto il profilo storico, culturale, ambientale e paesaggistico, così come sottolineato nella DGR sopracitata. Fino al 1958 la città era raggiungibile anche con il treno, in quanto capolinea della tratta più ampia Cecina – Volterra. L’inizio della costruzione di tale linea risale al 1860, limitatamente alla tratta Cecina – Saline, per poi estendersi, nel 1912, sino a Volterra per merito dell’onorevole Piero Ginori Conti. Il tracciato Saline – Volterra copre un percorso di circa 8,4 km, di cui metà con una pendenza massima del 25‰, l’altra metà con pendenza costante del 100‰. Al momento della costruzione, tale pendenza venne superata con l’adozione del sistema a cremagliera;
le Università toscane (Firenze, Pisa e Siena) hanno effettuato uno studio (prendendo come esempio il Monastero di Montserrat in Spagna, in quanto simile a Volterra dal punto di vista orografico, trasportistico e potenziale turistico) che dimostra i vantaggi ricavati dal ripristino della linea a cremagliera Saline – Volterra: incremento del flusso di turisti, benefici per i residenti e altri potenziali utenti quali studenti, pendolari per lavoro e persone che devono recarsi all’Ospedale di Volterra;
lo studio sopra citato, oltre a palesare la possibilità di ripristinare la linea in oggetto, evidenzia come la dotazione di treni moderni sia in grado di percorrere sia il tratto a cremagliera che il resto della rete ferroviaria toscana;
nella visione di una “Toscana Diffusa” il tratto da ripristinare costituirebbe il primo elemento di una connessione ferroviaria tra la Val di Cecina e la Val d’Elsa, permettendo inoltre l’interconnessione tra la Toscana interna e i vari centri della costa, nonché i porti e aeroporti di Piombino, Livorno e Pisa. Infine, le aziende valdelsane si renderebbero molto più attrattive e competitive considerando anche la possibilità di connessione con l’interporto di Guasticce attraverso la linea Vada – Collesalvetti, superando così la persistente mancanza di infrastrutture di connessione, citata più volte anche nei rapporti IRPET;
l’opportunità turistica derivante dal ripristino della linea ferroviaria favorirebbe non solo Volterra, ma anche tutto il territorio circostante. È dimostrato che le ferrovie a cremagliera – preservate e funzionanti – generano un flusso turistico molto intenso (Svizzera, Austria, Grecia ma anche in Italia). In tal senso, impatterebbe positivamente anche sul turismo legato alla manifattura dell’alabastro e alla lavorazione del sale;
la stima del numero di turisti potenzialmente interessati si attesta intorno a 1,5 milioni, con la possibilità di ulteriori incrementi in quanto il ripristino della tratta Saline – Volterra attrarrebbe flussi di turisti pernottanti in tutta la regione;
la visione di un trasporto pubblico su rotaia fino a Volterra è considerata anche da Legambiente — come riportato negli ultimi due Rapporti “Pendolaria” (2022 e 2023) — una delle priorità per il trasporto regionale toscano.
Tenuto conto che,
il Professor Stefano Maggi nel libro Ferrovia Cecina – Volterra esprime alcune considerazioni, tra le quali:
«Alla fine degli anni ’50, con l’inizio della motorizzazione di massa, il treno sembrava ovunque un mezzo superato, che dovesse nel giro di pochi anni cedere il passo agli autoveicoli: più flessibili, più economici e in genere più veloci. La miopia di questa visione è emersa soltanto in tempi recenti con l’aumento del traffico stradale che ha portato caos, incidenti e inquinamento, nonché una vera e propria mancanza di spazi fisici dove collocare le auto, cosa di cui soffre anche una città ormai piccola come Volterra.
La possibilità di potenziare la linea ferroviaria richiede di adattarla alle mutate esigenze, non solo lavorative ma anche turistiche o di attrazione, con particolari viaggi di conoscenza del territorio. Ma il recupero del treno nella mentalità comune potrebbe portare anche un incremento del pendolarismo, tenendo presente che le abitudini di trasporto sono spesso legate al mezzo disponibile.
Si comprende facilmente come le linee di bus siano considerate un servizio per abbonati. L’utente occasionale, come il turista, non è contemplato nel pensiero degli operatori. Eppure non è così: gran parte dei turisti vogliono proprio arrivare con i mezzi pubblici e basta prendere il pullman del CPT per Colle Val d’Elsa, o il treno in primavera e in autunno, per rendersi conto di una presenza forte di viaggiatori occasionali sui mezzi pubblici. Sul treno si raggiunge anche l’apice dell’inadeguatezza tariffaria. I turisti hanno comprato un biglietto per “Volterra Saline Pomarance” — come si chiama la stazione — e quando salgono sul bus devono acquistare un nuovo biglietto per arrivare in città, con evidenti difficoltà degli autisti per spiegare il problema!»
il collegamento ferroviario dimostra di costituire un asse portante per lo sviluppo demografico ed economico delle aree periferiche, nonché un modello esemplare per il mutamento delle abitudini di trasporto verso una mobilità più sicura e sostenibile con minori emissioni in atmosfera. In tal senso, ci sono realtà come il Comune di Lucera che, tramite il ripristino del collegamento ferroviario con Foggia, ha incrementato notevolmente il numero di abitanti; altro esempio è la Val Venosta che ha potenziato notevolmente il flusso turistico;
nel 1936 Volterra contava circa 20.600 residenti, ridotti a 13.600 nel 1981 fino ad arrivare a 9.576 al 31 ottobre 2022. Il ripristino del tracciato Saline – Volterra, oltre al flusso turistico-culturale, potrebbe rendere Volterra nuovamente attrattiva ai potenziali cittadini.
Preso atto che,
sembrerebbe che le istituzioni locali, quali i Comuni della Val di Cecina, con capofila Cecina e Volterra, abbiano manifestato il loro interesse per il progetto di ripristino della linea ferroviaria Saline – Volterra;
il Consiglio Provinciale di Pisa ha approvato una mozione nella seduta del 24 novembre 2022 in merito al sostegno di un nuovo collegamento su ferro tra Cecina e Volterra come asse strategico per lo sviluppo sociale ed economico della Val di Cecina;
Tutto ciò premesso e considerato,
impegna il Presidente e la Giunta Regionale
a procedere, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture, Rete Ferroviaria Italiana e altri Enti e società interessate (quali ad esempio la Fondazione FS), affinché si giunga al ripristino della linea ferroviaria Saline – Volterra, al fine di incentivare, valorizzare e promuovere le linee minori, nella più ampia ottica di una nuova tessitura del sistema economico e sociale della città di Volterra.
Il Consigliere,
Elena Meini


