Pendolaria
A cura di
Gabriele Nanni, Ufficio Scientifico di Legambiente,
Enrico Fedeli, presidente del circolo Legambiente greenTO di Torino



Nel dossier Pendolaria 2024, il rapporto annuale di Legambiente sullo stato delle ferrovie italiane, compare anche la linea Cecina–Saline di Volterra–Volterra, indicata tra le 35 tratte ferroviarie italiane con un “enorme potenziale”, oggi sospese o scarsamente utilizzate. Una menzione importante, che conferma come questa linea, storicamente fondamentale per il collegamento della Valdicecina con la costa e il resto della Toscana, possa tornare a essere strategica sia per il pendolarismo lavorativo e scolastico, sia per il turismo.
Nel quadro nazionale tracciato da Pendolaria, molte linee oggi sospese o poco attive potrebbero essere riattivate in tempi brevi, grazie a infrastrutture già esistenti e a un rinnovato interesse per la mobilità sostenibile. È il caso, ad esempio, delle tratte Saluzzo–Savigliano o Cavallermaggiore–Bra in Piemonte. Tuttavia, la Cecina–Volterra, pur segnalata come potenzialmente importante, rimane nel limbo: tecnicamente esistente, ma senza un servizio regolare e con un tracciato a binario unico non elettrificato.
E proprio l’elettrificazione è uno dei temi centrali del rapporto. Se da un lato l’Italia sta investendo per portare la percentuale di rete elettrificata dal 70,2% al 78% entro il 2026, con oltre 2 miliardi di euro stanziati, dall’altro la linea Cecina–Volterra rimane esclusa da questi interventi. È evidenziata nella cartografia ufficiale del dossier come “non elettrificata”, senza alcun progetto in corso né per l’elettrificazione né per la conversione ad alimentazioni alternative come l’idrogeno, altro tema chiave affrontato nel documento.
Nel frattempo, Legambiente sottolinea la necessità di garantire almeno un treno ogni 30 minuti nelle ore di punta e ogni 60 minuti nel resto della giornata su tutte le linee locali: un obiettivo che sembra oggi lontanissimo per la Valdicecina, dove i collegamenti su ferro sono ridotti all’osso o assenti del tutto.
Eppure, la riattivazione della tratta Cecina–Volterra, anche in forma parziale o stagionale, rappresenterebbe una risposta concreta alla domanda di mobilità sostenibile nel territorio. Potenzierebbe i collegamenti interni, valorizzerebbe le aree dell’entroterra e offrirebbe un’alternativa all’uso dell’auto, oggi unico mezzo disponibile per spostarsi tra Volterra, Saline e la costa.
Nel silenzio delle istituzioni locali e regionali, la voce di Pendolaria riaccende la discussione su una linea ferroviaria dimenticata, ma tutt’altro che inutile.


