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Protocollo d’Intesa tra i Comuni interessati nel percorso di realizzazione di
“UN NUOVO COLLEGAMENTO SU FERRO TRA PISA – LA COSTA E VOLTERRA”
come asse strategico per lo sviluppo sociale ed economico del territorio

Premesso che:

La mancanza di un collegamento ferroviario stabile con la costa e i principali snodi ferroviari, portuali e aeroportuali ha da sempre limitato fortemente sia la capacità attrattiva della Val di Cecina e del territorio collinare tra Pisa e Cecina nei confronti dei turisti, sia la fruibilità del territorio da parte dei residenti, per una oggettiva difficoltà di accesso ai servizi essenziali.

La Val di Cecina venne collegata alla rete ferroviaria nazionale con la costruzione della linea Cecina–Saline di Volterra già nel 1863, a cui si aggiunse il tronco per Volterra nel 1912. Sempre nel 1863 fu inaugurata la tratta Livorno–Collesalvetti–Follonica, la cosiddetta “Ferrovia Maremmana”. Successivamente nacquero i progetti delle ferrovie Lucca–Pontedera–Saline di Volterra (progetto esecutivo), Saline di Volterra–Colle Val d’Elsa–Poggibonsi e Saline di Volterra–Larderello (progetto di fattibilità), tutti bloccati con l’arrivo della Grande Guerra e della depressione del 1929.

La Ferrovia Maremmana, da Pisa a Vada, ha progressivamente perso importanza, specie dopo la chiusura della bretella Collesalvetti–Livorno nel 1966. Nel 1992 è stata soppressa.

Nel decennio 1955–1965 si assistette al taglio indiscriminato e scellerato di numerosissime ferrovie locali, molte delle quali di pregevolissimo valore storico, turistico e paesaggistico, le quali, se mantenute ed aggiornate tecnologicamente, avrebbero continuato a fornire un servizio essenziale alla qualità della vita e perfettamente in linea con le attuali istanze di sostenibilità ambientale. La linea Saline–Volterra subì la medesima sorte di molte altre linee e venne soppressa nel 1958, fra le proteste della popolazione e dell’Amministrazione comunale, e nonostante un’interrogazione parlamentare.

A partire dagli anni ’60, subito dopo la soppressione del tronco per Volterra, in concomitanza anche con la trasformazione del tessuto socioeconomico, la crescente industrializzazione del Paese e lo spopolamento delle aree rurali, Volterra e la Val di Cecina intera hanno visto invertirsi la tendenza all’espansione demografica.

A causa di tutto questo, la Val di Cecina è ancor oggi un territorio in corso di spopolamento. La città di Volterra, in particolare, mostra un andamento spiccatamente negativo nella demografia, in contrasto con altre realtà vicine ma meglio collegate alla rete dei trasporti principali, scendendo al di sotto della soglia dei 10.000 abitanti nel corso del 2019. La tendenza è la medesima per tutti gli altri comuni della Val di Cecina, con un decremento medio della popolazione negli ultimi 20 anni che si colloca attorno al 15% circa.

Altre realtà, invece, del territorio nazionale, come Lucera (Puglia), hanno conosciuto un incremento demografico a seguito della riattivazione di una linea ferroviaria, con corse distribuite lungo l’intera giornata e sufficientemente frequenti. In altri casi (Val Venosta, Alto Adige), la riattivazione della linea ferroviaria ha prodotto un forte incremento delle presenze turistiche, con benefici redistribuiti lungo tutto il territorio.

Considerato che:

In tempi diversi, fin dalla soppressione della linea ferroviaria, ancorché riattivata parzialmente in alcuni periodi anche recenti, molte iniziative sono state messe in atto per la riapertura della tratta ferroviaria da Cecina a Saline di Volterra da parte di associazioni ed istituzioni del territorio ed in particolare della Pro Loco Saline, Pro Loco Volterra, SOS Volterra, Volterra Treno, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, con il coinvolgimento delle Università di Pisa, Siena e Firenze, degli Enti e Società che operano nel settore.

Che fin dal 2010, in virtù del Protocollo d’Intesa tra la Regione Toscana e i Comuni di Bibbona, Casale Marittimo, Castagneto Carducci, Castellina Marittima, Castelnuovo di Val di Cecina, Cecina, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Santa Luce, Coordinamento Sindaci Bassa Val di Cecina, Comunità Montana Alta Val di Cecina, CRV e Fondazione CRV veniva finanziato uno studio per il rilancio della ferrovia Cecina–Saline.

Che negli ultimi due anni si è assistito a un rinnovato, diverso e più consapevole interesse e particolare sostegno anche nel quadro delle missioni del PNRR;

Nell’ambito di periodici incontri tra le amministrazioni comunali della Val di Cecina, che si sono svolti anche con la presenza di referenti sia tecnici che politici della Regione Toscana, il nuovo collegamento su ferro è stato interpretato, segnando un cambio di passo, come contenitore della mobilità, come asse portante strategico in tutte le possibili declinazioni: treno turistico, treno del mare, treno storico, treno dello sport, treno del cibo, ecc.;

Che negli ultimi tempi è emersa la necessità di proseguire il dibattito e il confronto di tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati, incentrandolo sull’azione e sulle concrete possibilità di attivare progettualità attraverso analisi preliminari, definizione del quadro dei requisiti, ipotesi di fattibilità e analisi costi-benefici;

Che il ripristino del collegamento ferroviario di Volterra alla rete ferroviaria nazionale, nell’ambito più complessivo dell’applicazione della legge 128/2017 alla linea storica Pisa–Volterra, può rappresentare una straordinaria opportunità per tutti i territori attraversati;

Che lo sviluppo e l’attrattività dei territori si misurano sempre più in termini di connessione materiale e immateriale all’interno della valorizzazione del patrimonio territoriale e paesaggistico. Le infrastrutture di trasporto e le progettualità ad esse legate sono il motore che può generare positive ricadute economiche e sociali, partendo dalla valorizzazione delle risorse dei territori e dalla riqualificazione dei servizi associati al trasporto, nel segno della sostenibilità;

Che tale sviluppo e attrattività non può prescindere:

  • dall’integrazione con la linea ferroviaria tirrenica;

  • dalla riqualificazione delle stazioni come nodi privilegiati di interscambio per la realizzazione dell’integrazione modale TPL, BIKE-EBIKE, GRAVEL, MTB, PEDONALE verso i poli attrattori del territorio;

  • dalla conoscenza della sequenzialità temporale e spaziale delle diverse modalità di trasporto;

  • dalla connessione con il sistema della mobilità lenta del territorio, che vede già oggi la presenza di reti escursionistiche e cammini di interesse regionale e che trova la cornice pianificatoria nel Progetto di Paesaggio per la fruizione lenta dei paesaggi della Val di Cecina, previsto dall’art. 34 della Disciplina del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) della Regione Toscana con valenza di Piano Paesaggistico (D.C.R. 24/07/2007 n.72 e s.m.i.);

  • dall’integrazione degli itinerari della mobilità lenta anche con i circuiti delle aree contermini;

  • dal coinvolgimento delle aziende turistiche e della filiera agroalimentare del Distretto Rurale e Biologico della Val di Cecina per sostenere e promuovere l’economia agricola attraverso la valorizzazione delle produzioni locali e l’integrazione della funzione produttiva con quella legata all’ospitalità, con il coinvolgimento degli attori economici;

  • dalle valutazioni delle possibili implicazioni della connessione tra gli ospedali di Cecina e Volterra.

Che la posizione baricentrica di Cecina, porta naturale dell’omonima Valle che sale a Volterra, la rende il crocevia obbligato dei flussi turistici che, a partire dalla costa fra Livorno e Piombino, si dirigono verso l’interno.

Preso atto che:

  • Dal 2000 al 2008 la Ferrovia Maremmana da Pisa a Vada è stata completamente ristrutturata con standard elevati di sicurezza, ma è utilizzata al momento solo per il trasporto merci;

  • Con il Decreto Interministeriale n. 146 del 17/05/2022, recante attuazione dell’articolo 2, commi 1 e 2, della legge 9 agosto 2017, n. 128 “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”, così come modificata dalla legge 11 luglio 2019, n. 71, sono state ulteriormente esplicitate le finalità di salvaguardare e valorizzare le tratte ferroviarie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, che comprendono i tracciati ferroviari, le stazioni e le relative opere d’arte e pertinenze, e dei mezzi rotabili storici e turistici abilitati a percorrerle, nonché la disciplina dell’utilizzo dei ferrocicli;

  • Con Delibera di Giunta Regionale n. 494 del 16/06/2014 e atti conseguenti, la Regione Toscana si è impegnata verso la “Valorizzazione delle linee ferroviarie minori”, tra cui è individuata anche la linea Cecina – Saline di Volterra, al fine di aumentare l’attrattività delle linee ferroviarie suddette, incrementandone l’utenza, sia per il servizio ordinario, sia per fini turistici, culturali e sociali, in un’ottica di maggiore sostenibilità economica, sociale, ambientale e territoriale del trasporto regionale;

  • L’infrastruttura ferroviaria nazionale “Cecina – Volterra” fa parte della rete complementare, con minori livelli di densità di traffico (maglia di collegamento nell’ambito dei bacini regionali e connessioni tra le direttrici principali), a singolo binario non elettrificata. Le stazioni ferroviarie nazionali sono state suddivise dal gestore in categorie, tenendo conto di fattori quali il numero di frequentatori, i servizi offerti alle imprese ferroviarie e l’importanza del contesto urbanistico. Nel territorio intercomunale in esame risulta presente, tra gli impianti categorizzati, la stazione di Volterra-Saline-Pomarance, in categoria “bronze” (impianti piccoli con una bassa frequentazione che svolgono servizi regionali);

  • Per le suddette infrastrutture ferroviarie, la programmazione degli interventi rientra nelle competenze statali ed è esercitata attraverso la sottoscrizione di un Contratto di Programma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., soggetto gestore della rete ferroviaria statale;

  • Il Piano Regionale Integrato Infrastrutture e Mobilità (PRIIM), approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione n. 18 il 12 febbraio 2014 (BURT n. 10 del 28/02/2014 Parte I), come prorogato dall’art. 94 della L.R. 15/2017, per detta linea ferroviaria al momento non riporta previsioni in essere;

  • Nella Disciplina di Piano del PIT della Regione Toscana con valenza di Piano Paesaggistico, rispettivamente ai commi 5, 9 e 10, viene disposto che:

    • Il Piano Regionale Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità (PRIIM) e, in particolare, il quadro aggiornato delle previsioni sulle infrastrutture ferroviarie, autostradali e delle strade di interesse statale e regionale riportato nel Quadro conoscitivo del presente Piano, vincolano gli strumenti della pianificazione territoriale;

    • I tracciati ferroviari di interesse nazionale e regionale dismessi possono essere destinati dagli strumenti della pianificazione territoriale prioritariamente alla realizzazione di nuove infrastrutture ferroviarie. Qualora sia verificata, attraverso specifico studio di fattibilità, l’impossibilità ovvero l’inopportunità di un riutilizzo ferroviario, è possibile procedere ad altra destinazione, mediante accordo di pianificazione ex Capo I del Titolo III della L.R. 65/2014, purché comunque funzionale alla mobilità pubblica;

    • Le aree ferroviarie esistenti o previste dagli strumenti della pianificazione territoriale che risultino in tutto o in parte non più funzionali all’esercizio ferroviario, sono suscettibili di altra destinazione, purché prioritariamente funzionale alla mobilità pubblica e comunque mediante accordo di pianificazione ex Capo I del Titolo III della L.R. 65/2014;

  • A partire dal mese di settembre 2023 sono iniziati i lavori di pulizia del sedime ferroviario nel tratto Volterra-Saline da parte di RFI, su commissione della Fondazione FS, al fine di valutare la recuperabilità del tracciato ai fini della ricostruzione del tratto. Oltre alla pulizia del sedime, particolarmente in prossimità delle stazioni di Saline di Volterra e di Volterra, del regresso e del tratto immediatamente precedente il ponte doppio di San Lazzaro, i tecnici di RFI hanno effettuato lo sbancamento ed il ripristino provvisorio del tratto oggetto di dissesto, mostrando che la sede ferroviaria non era franata a valle, bensì nel tempo era stata ricoperta da una coltre di detriti distaccatasi dal versante al di sopra del tratto;

  • Nel corso del mese di ottobre 2023, è stata approvata all’unanimità una mozione che impegna la Giunta Regionale a procedere alla valorizzazione delle linee ferroviarie minori (quali la linea Siena-Grosseto, la linea Cecina-Saline di Volterra, la linea Porretta Terme-Pistoia, la linea Siena-Chiusi, la linea Lucca-Aulla, la linea Arezzo-Pratovecchio-Stia e la linea Arezzo-Sinalunga), di concerto con il Ministero delle Infrastrutture, Rete Ferroviaria Italiana e gli altri Enti o società interessate, come ad esempio la Fondazione FS.

    In particolare, il ripristino della linea ferroviaria Saline-Volterra si inserisce nella più ampia ottica di una nuova tessitura del sistema economico e sociale di Volterra e dell’intera Valdicecina con la zona costiera. Pertanto, la riattivazione del collegamento ferroviario tra Volterra e Saline e l’adeguamento della tratta Cecina – Volterra dovrebbe collocarsi tra le priorità infrastrutturali regionali;

  • Nel Contratto di Programma RFI 2022-2026 è stata inclusa la riattivazione per intero del raccordo fra Livorno e la linea Pisa-Vada.

Considerando inoltre:

  • I risultati di vari studi condotti negli anni dalle tre Università della Toscana, che mostrano inequivocabilmente l’importanza strategica dal punto di vista sociale, economico ed ambientale della riattivazione del tratto Cecina-Saline e della parallela ricostruzione con criteri moderni del tratto Saline-Volterra;

  • La rilevanza delle ipotesi di rifunzionalizzazione del tratto Saline-Volterra, quantificata nel numero di turisti potenzialmente trasportabili, in varie centinaia di migliaia all’anno;

  • I benefici sociali ed economici conseguibili e redistribuibili sull’intero territorio della Val di Cecina, grazie alla valorizzazione del territorio e alla riconnessione tra le aree interne e quelle costiere, alla possibilità per un maggior numero di utenti di usufruire in modo condiviso ed interconnesso dei relativi servizi, nonché alla riduzione dell’incidentalità stradale grazie al minor numero di veicoli circolanti;

  • L’utilizzo misto passeggeri/turistico di tutta la ferrovia storica da Pisa a Volterra via Collesalvetti si è venuto ponendo come obiettivo strategico da conseguire per tutti i territori attraversati dalla linea;

  • Che tale obiettivo consentirebbe anche un possibile ripristino, riapertura e rifunzionalizzazione delle piccole stazioni inutilizzate da anni;

  • I benefici ambientali, quantificati in termini di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, conseguibili grazie allo spostamento modale del flusso di passeggeri dall’auto privata al treno;

  • L’integrabilità delle ipotesi di rifunzionalizzazione in un contesto più esteso, legato al turismo lento, alla riscoperta dei borghi, al cicloturismo ed al rilancio delle aree interne in un’ottica complessiva di resilienza del Territorio.

Tutto ciò premesso,
I COMUNI DI VOLTERRA, CECINA E PISA
stipulano il presente PROTOCOLLO DI INTESA

Art. 1 – Premesse

Le Premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo d’Intesa.

Art. 2 – Oggetto

Il presente Protocollo ha per oggetto la promozione della realizzazione di “UN NUOVO COLLEGAMENTO SU FERRO TRA PISA – LA COSTA E VOLTERRA”, quale asse strategico per lo sviluppo sociale ed economico del territorio attraversato dalla linea ferroviaria storica Pisa–Volterra via Collesalvetti.

Art. 3 – Finalità

I Comuni firmatari del presente Protocollo d’Intesa si impegnano ad agire nei confronti degli Enti preposti (Regione Toscana, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero del Turismo, Ministero della Cultura, RFI – Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, ANSFISA), per quanto di loro specifica competenza, al fine di promuovere e realizzare – previa verifica di fattibilità ai sensi della normativa vigente – il progetto denominato:

“UN NUOVO COLLEGAMENTO SU FERRO TRA PISA – LA COSTA E VOLTERRA”

come previsto all’articolo precedente. Il progetto prevede, in una logica di integrazione e intermodalità con la Linea Ferroviaria Tirrenica, la rimessa in esercizio della tratta ferroviaria storica Pisa–Volterra via Collesalvetti, con finalità di utilizzo come Trasporto Pubblico Locale e Turistico, completando e migliorando l’infrastruttura ferroviaria già esistente e agibile per tali finalità, con il ripristino della linea di collegamento fra Saline di Volterra e Volterra, ricorrendo a tutte le forme di finanziamento pubblico disponibili secondo la normativa nazionale e comunitaria.

Art. 4 – Coordinamento e monitoraggio

I soggetti firmatari indicano i Comuni di Pisa, Cecina e Volterra come Capofila del presente Protocollo d’Intesa, conferendo loro il mandato di curare i rapporti con gli Enti preposti per quanto previsto dagli articoli 2 e 3.

I Comuni Capofila si impegnano ad effettuare e condividere con gli altri Comuni firmatari, con cadenza bimestrale, il monitoraggio delle attività svolte e dei relativi risultati.

Con cadenza annuale, o laddove ritenuto necessario anche a semplice richiesta di uno solo dei Comuni firmatari, è prevista una verifica formale delle attività svolte e dei risultati ottenuti.

I sottoscrittori del presente Protocollo d’Intesa si impegnano a fornire, per quanto di competenza, tutte le informazioni necessarie ai fini delle attività di monitoraggio e verifica sopra descritte e, più in generale, alla realizzazione di quanto previsto dagli articoli 2 e 3.

Art. 5 – Durata

Il presente Protocollo d’Intesa avrà decorrenza dal giorno della sottoscrizione ed avrà durata triennale, salvo eventuali proroghe.

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