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7 dicembre 2022

Convegno con partenza
speciale della littorina
sulla Cecina – Saline

Guarda la ripresa video del Convegno

La Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, in collaborazione con la nostra Associazione VolterraTreno, organizzò il Convegno:

“Volterra, il ritorno della cremagliera…”
Incontro pubblico e confronto progettuale sulla linea ferroviaria Saline–Volterra

Per favorire la partecipazione al convegno, fu effettuato un treno straordinario lungo la tratta ferroviaria tra Cecina e Saline di Volterra. Un convoglio composto da due automotrici ALn 668 percorse la storica linea, con partenza da Cecina alle ore 15.00 e arrivo a Volterra Saline alle 15.35, effettuando fermate intermedie a Riparbella, Casino di Terra e Ponte Ginori.

Quel viaggio rappresentò più di un semplice spostamento: fu un ritorno fisico e ideale lungo i binari che per decenni collegarono la costa con l’entroterra volterrano. Un’ora dopo il termine del convegno, alle ore 18.00, il treno effettuò il percorso inverso, riportando i partecipanti a Cecina alle 18.35.

L’iniziativa ebbe un forte impatto anche dal punto di vista simbolico, riportando in vita, per un giorno, un servizio ferroviario da troppo tempo assente dalla quotidianità locale. Fu un piccolo ma significativo passo nella direzione di un possibile ritorno della ferrovia a Volterra.

Entrando nella questione dell’incontro pubblico molto partecipato, questo fu introdotto dal saluto del Sindaco di Volterra Giacomo Santi, al quale si susseguirono gli interventi previsti dal programma:

Carlo Giustarini, Presidente dell’Associazione VolterraTreno, intervenne sul tema: “Perché a Volterra deve ritornare il treno”.

Marco Antonelli, docente della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa, presentò la relazione intitolata: “Cosa, dove, come: un’ipotesi progettuale”.

Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, concluse con l’intervento: “Il ritorno della cremagliera a servizio del turismo ferroviario”.

Dalle relazioni emerse con forza la concretezza dell’obiettivo di ricollegare Volterra alla rete ferroviaria nazionale: non un sogno nostalgico, ma un progetto realistico e realizzabile, per diverse ragioni fondamentali.

Una cornice normativa favorevole: la legge 128/2017 e successive modifiche consentirono il ripristino a fini turistici di tratte ferroviarie dismesse o in via di dismissione. L’intera ferrovia Cecina–Volterra poté quindi essere riclassificata come ferrovia turistica, accedendo così a fondi europei già disponibili – compresi quelli del PNRR – per la ricostruzione dei binari, della cremagliera e la manutenzione delle opere d’arte (ponti, viadotti), che risultarono in buone condizioni, come verificato durante il sopralluogo del 21 novembre da parte dei tecnici di RFI e della Fondazione FS.

Fu discusso che il tracciato, gli annessi e gli edifici di supporto avrebbero dovuto essere catalogati di proprietà pubblica e completamente liberi da vincoli, essendo già nella disponibilità della Fondazione FS. Questo avrebbe reso l’avvio dei cantieri in tempi rapidi.

Con le moderne tecnologie, convogli modulari composti da più elementi – fino a otto – si valutò di poter affrontare il percorso Saline–Volterra in soli 12 minuti, trasportando fino a 800 passeggeri per corsa, l’equivalente di 20 autobus, con possibilità di proseguimento fino a Cecina e oltre.

Si delineò così un’opportunità di rilancio turistico ed economico. Il potenziale del collegamento Volterra–Cecina per il turismo ferroviario giustificò pienamente i potenziali investimenti, garantendo la sostenibilità economica della gestione. A questo si aggiunse la prospettiva strategica dell’integrazione con il traffico ferroviario ordinario, rafforzando la mobilità lungo l’intera Valdicecina e verso gli snodi di Pisa e Livorno.

Particolarmente significativo fu l’intervento dell’Ing. Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS, che espresse con chiarezza disponibilità, interesse e determinazione a sostenere il progetto: un impegno che non fu affatto scontato e che meritò riconoscenza e attenzione.

A quel punto la palla passò alle istituzioni locali – Regione Toscana e Comune di Volterra in primis – che furono chiamate a fare la propria parte con tempestività e visione. Perdere quella occasione sarebbe stato un errore storico: se nel 1958 si trattò di una sottovalutazione, in quel momento sarebbe diventata una colpa grave.

L’Associazione VolterraTreno, insieme alle altre realtà del territorio, continuò a impegnarsi con determinazione per raggiungere l’obiettivo per cui era nata: ricollegare Volterra alla rete ferroviaria nazionale, restituendole dignità, mobilità e futuro.

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